lunedì 7 dicembre 2009

Ponte dell'otto dicembre

In Tv sono tutti sulle piste da sci o a fare shopping frenetici per le strade addobbate piene di vetrine scintillanti. Così in questo ponte, detto dell'Immacolata, (che poi povera Maria, madre di Gesù, a cui hanno cancellato pure il peccato originale, oltre al peso di una verginità forzata e di una maternità che peggio non poteva finire, figuriamoci se sapesse pure che nel giorno in cui si fa sfoggio di questa purezza studiata a tavolino dalla Chiesa, le persone si fanno i "ponti"!), insomma, dicevo che la mia invidia per chi si permette di spendere e spandere è talmente grande che ieri, domenica insipida, mi sono fatta un abbonamento on line per una rivista francese di patchwork, per la modica cifra di euro 46,50. E' chiaro che non potevo, ma l'ho fatto...

venerdì 4 dicembre 2009

Leggo per legittima difesa (Woody Allen)

Prendendo spunto dal post del Russo che è disperato perché vuole leggere, ma vuole leggere "sano", nel senso che ha deciso di acquistare libri dove non ci sia nemmeno lontanamente lo zampino di quel mascalzone del Presidente del Consiglio italiano, io gli metto a disposizione la nostra casa e così ho fatto qualche foto per dirgli che c'è il settore fumetti, quello della narrativa e quello della politica e che i libri sono divisi per nazione, così sarà più facile cercarli. Dato che sono l'unico tesoro che abbiamo accumulato sulla terra (guarda che citazione evangelica!) non li lasciamo uscire molto da casa, però chi vuole può venire a leggerseli qui, sotto la lampada centrale dove la seduta rotonda permette di sedersi compostamente, oppure sdraiarsi arrotolandosi, appoggiare la schiena, dormicchiare, aspettare il caffè, fare la maratonda come Alice, parlare con Gap(?!?!).




giovedì 3 dicembre 2009

Da oggi a Santiago 3 giorni di funerali per Victor Jara, il poeta ucciso da Pinochet

Non conoscevo Victor Jara e ho imparato ad amare le sue canzoni solo quando in Italia è arrivata la notizia della sua morte, insieme a quella di migliaia di persone comuni, artisti e intellettuali, falciati dal golpe di Pinochet.
Fu rinchiuso nello stadio di Santiago, torturato e prima di venire finito gli furono spezzate le dita, in spregio alla sua arte di chitarrista.
Pubblico la sua ultima poesia e la canzone che ho fatto andare per mesi su mio giradischi

Canto, come mi vieni male
quando devo cantare la paura!
Paura come quella che vivo,
come quella che muoio,
paura di vedermi fra tanti,
tanti momenti dell'infinito
in cui il silenzio e il grido
sono le mete di questo canto.
Quello che vedo non l'ho mai visto.
Ciò che ho sentito e che sento
farà sbocciare il momento...


Non fece in tempo a finirla. Fu ucciso prima . Era il 16 settembre 1973.




I regimi totalitari oggi non mostrano più le divise, magari uomini sorridenti col panama in testa.

martedì 1 dicembre 2009

Meglio tacere...



La curiosità uccide il gatto, ma la soddisfazione lo riporta in vita. PROVERBIO INGLESE

domenica 29 novembre 2009

Novembre agli sgoccioli





E' la fine di novembre, non fa freddo e dicembre fa capolino, ma il Natale proprio non c'è, non lo sento, si è perso, si è perso Babbo Natale, e le renne e i giocattoli e i canti corali, sono scivolati tutti in un burrone, via, scivolati come i tuorli dal loro guscio e io non afferro niente, sono di pessimo umore, come si è già capito negli ultimi tempi. Allora mi sono detta: "Oggi gnocchi". E tra un'ora a tavola ce li mangeremo con gusto e calore, sperando di poter mettere ancora una bella stella sulla cima del nostro albero, cantando sulle note Bing Crosby, chi più, chi meno intonato, ma sempre insieme.

giovedì 26 novembre 2009

Comincio a invecchiare...


Si sa, i ricordi lontani, quando iniziano a venire a galla con una certa regolarità, scherzando ma con una nota di verità, sono quelli che ci fanno dire "madonna, sto invecchiando!". Bè, è vero. Sempre più spesso mi ritrovo a ricordare mio padre morto 7 anni fa e la sua idiosincrasia verso Giovanni Paolo II, primo perché non amava il clero e tantomeno gli alti prelati, secondo, aveva un conto aperto con Wojtyla che, chissà perché, aveva avuto il torto di nascere a maggio del 1920, proprio come mia madre. Ma la mia mamma è morta nel '94, il santo padre è vissuto diversi anni più di lei e mio padre non sopportava quest'idea, avrebbe fatto volentieri il cambio. Così, all'ora del telegiornale, quando quotidianamente, perché il nostro è uno Stato laico, davano notizie sul Papa, papà si alzava di scatto dalla sedia, e si precipitava davanti alla tv, in un delirio, dicendo "eccolo!!! E' andato!", sperando che la notizia fosse quella del decesso del suo acerrimo nemico. Manco per sogno! Il Papa è vissuto più a lungo di mio padre.
Io mi sono trovata a fare la stessa cosa, anche se con più moderazione, ogni mattina, con il mio cappuccino mi siedo e accendo il televideo, lo confesso, per avere la "lieta novella" che il nostro premier ci ha lasciati. Ma va! Vuoi vedere che questo seppellisce anche me?



(Il video l'ho rubato dal Russo)

lunedì 23 novembre 2009

Se lunedì sto così, figuriamoci il resto della settimana...

Il mio cervello borbotta, io, che sono anche un po' sorda, faccio fatica a sentirlo. Diciamo che da un paio di settimane in qua ho trascurato e mi sono trascurata. Il tempo stesso, quasi sempre bello, si esplica in un cielo velato, piatto. Mi sento ovattata, senza voglie ed entusiasmi, al contrario, tutto mi dà un po' noia e sembra essere un dovere. Anche la situazione politica italiana mi disgusta. Sono tutti cani con le fauci aperte, zanne in mostra, ma solo per gli occhi di un popolo lacerato che pende sempre per il vincitore di turno. Non si può abbattere il malumore nemmeno con la famosa cura per antonomasia: lo shopping. Ma che mi vado a comprare? Non ho i soldi. Ogni mattina è uguale alla precedente, con gli stessi proponimenti e medesimo srotolamento di ore, con le stesse preoccupazioni e gli stessi gesti. Bè, alla mia età, l'unico lusso che mi concedo è proprio questo: sono amareggiata e lo dico, mi piango addosso per un po' e posso farlo, senza temere che qualcuno mi batta su una spalla per riportarmi in carreggiata, perché probabilmente a 20 anni a quel qualcuno lo ringrazierei e tornerei a lottare, a 59 gli dico vaffanculo e gli spiego che il tempo che ci vuole per riprendermi lo so solo io ed è meglio che mi lascino in pace tutti quanti.
Detto questo, mentre scrivevo sentivo il gatto che giocava con qualcosa di frusciante tra le sue zampette: erano 50 euro, gli ultimi per arrivare a fine mese. Li ho recuperati ma credo che lo ucciderò.